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Autori: Onorato, Alberto
Supervisore afferente all'Università: AMBESI IMPIOMBATO, FRANCESCO SAVERIO
Centro di ricerca: DIPARTIMENTO SCIENZE MEDICHE E BIOLOGICHE - DSMB
Titolo: La elastosonografia con tecnica ARFI (Acoustic Radiation Force Impulse) per lo studio delle modificazioni dei tessuti epifasciali nel linfedema dell'arto superiore
Abstract: INTRODUZIONE Il linfedema dell’arto superiore consegue abitualmente ad interventi di linfoadenectomia ascellare, eseguiti soprattutto per chirurgia radicale del cancro del seno. La stasi cronica di fluidi ricchi di proteine causa, nei tessuti colpiti, fibrosclerosi tessutale, proliferazione di cellule lipoidi e una neoangiogenesi. Conseguono alterazioni di consistenza e spessore apprezzabili mediante palpazione, tonometria, ecografia. L’elastosonografia rappresenta una tecnica ecografica che permette di rilevare l’elasticità dei tessuti insonati. Una modalità elastosonografica è rappresentata dalla quantificazione ARFI (Acoustic Radiation Force Impulse), che permette la valutazione quantitativa dell’elasticità tessutale, misurando la velocità (in metri al secondo) delle onde di taglio generate dalla radiazione ultrasonora. L’esame ecografico ed elastosonografico ARFI sono stati eseguiti su un gruppo di pazienti con linfedema monolaterale successivo a dissezione ascellare, per valutare le modificazioni dei tessuti epifasciali. MATERIALI E METODI Il campione è stato costituito da 41 persone, con linfedema al 2° e 3° stadio. In un punto di repere predeterminato all’avambraccio linfedematoso e a quello controlaterale sano sono state eseguiti esame ecografico ed elastosonografico, senza e con compressione. Sono stati determinati sia lo spessore dei tessuti epifasciali, che la quantificazione ARFI dei tessuti linfedematosi, a diverse profondità. Per l’indagine è stato utilizzato un ecografo Siemens Acuson 2000 Virtual Touch, con sonda lineare da 14,5 MHz per le valutazioni degli spessori e sonda lineare da 9 MHz per le misurazioni ARFI. RISULTATI I soggetti esaminati avevano un’età media di 63 anni (DS: ±10,4 anni) e una durata media del linfedema di 6 anni (DS: ±4 anni). Il BMI era ridotto nel 3%, normale nel 29%, sovranormale nel 34%; gli obesi rappresentavano il 34% (nella maggior parte classe I). Le misurazioni elastografiche senza compressione all’arto linfedematoso hanno riportato valori di 1,70 m/s (range: 0,78-2,82 m/s) per lo strato epifasciale superficiale, 1,14 m/s (range: 0,71-3,66 m/s) per quello intermedio e 2,10 m/s (range: 0,71-4,29 m/s) per quello profondo. La misurazione con compressione tessutale ha dimostrato per i tre livelli rispettivamente 3,23 m/s (range: 0,98-4,92 m/s), 3,16 m/s (range: 1,29-7,92 m/s) e 3,65 m/s (range: 1,72-5,70 m/s). All’arto sano la misurazione elastosonografica senza compressione ha riportato 1,61 m/s al livello superficiale, 1,33 m/s al profondo; con compressione sono stati rilevati 3,63 m/s (range: 2,32-6,07 m/s) al primo e 3,37 m/s (range: 2,98-3,43 m/s) al secondo. Lo spessore all’avambraccio linfedematoso senza compressione era di 14,55 mm (6-45,5), con compressione di 8,4 (2,5-16,6); sul lato sano 5,95 (1,8-15,8) senza compressione e 3,55 (1,3-7,4) con compressione. L’analisi inferenziale con indice di correlazione di Pearson per variabili aleatorie ha dimostrato, nell’arto linfedematoso, la significatività statistica della differenza tra livello intermedio e profondo, senza compressione (p=0,005), e tra livello superficiale ed intermedio (p=0,004) e livello intermedio e profondo (p<0,001) nell’acquisizione con compressione; è risultata significativa la differenza tra acquisizione con e senza compressione per il solo livello superficiale. DISCUSSIONE Lo studio presentato è il primo ad utilizzare l’elastosonografia ARFI (Acoustic Radiation Force Impulse) per la valutazione delle modificazioni di elasticità dei tessuti interessati da linfedema cronico. Studi analoghi sono stati eseguiti a livello epatico, renale, tiroideo. L’elasticità dei tessuti epifasciali all’avambraccio linfedematoso è risultata maggiore al livello profondo (sopra fasciale), e simile a quello del rene e del 3° e 4° stadio Metavir della fibrosi epatica; il valore intermedio è stato ritrovato al livello superficiale, con misura analoga a quella del 2°-3° stadio della fibrosi epatica; il valore più basso è stato individuato al livello intermedio, con misure corrispondenti a quelle dello stadio 1 e 2 della fibrosi epatica. La misurazione con compressione ha dimostrato analoghe differenze tra i vari strati. Non vi sono differenze di elasticità nella cute dei due lati. La misurazione ecografica degli spessori dimostra una comprimibilità maggiore al lato edematoso rispetto a quello sano, con una differenza statisticamente significativa; vi è una correlazione tra spessore senza compressione e differenza di spessore dopo compressione, ad entrambi i lati. Lo studio prospetta la possibilità che effettivamente vi sia una fibrotizzazione a livello degli strati epifasciali profondi dell’avambraccio linfedematoso. Sembra inoltre escludere una intercambiabilità tra ecografia ed elastosonografia nello studio della stiffness dei tessuti epifasciali.
Parole chiave: Elastosonografia; Linfedema; Linfologia; ARFI
MIUR : Settore MED/34 - Medicina Fisica E Riabilitativa
Lingua: ita
Data: 7-mar-2014
Corso di dottorato: Dottorato di ricerca in Scienze e tecnologie cliniche
Ciclo di dottorato: 25
Università di conseguimento titolo: Università degli Studi di Udine
Luogo di discussione: Udine
Citazione: Onorato, A. La elastosonografia con tecnica ARFI (Acoustic Radiation Force Impulse) per lo studio delle modificazioni dei tessuti epifasciali nel linfedema dell'arto superiore. (Doctoral Thesis, Università degli Studi di Udine, 2014).
In01 - Tesi di dottorato

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